Environmental Team e la ricerca: “Mediterraneo: l’impatto ambientale non conosce confini”

Il Mediterraneo ha avuto ed ha tutt’oggi un’importanza ineguagliabile per definire lo sviluppo economico, tecnologico e culturale dei Paesi che vi si affacciano e ha anche una grande influenza sulle condizioni climatiche del resto del pianeta. Come è noto, il suo ecosistema ospita e sostiene una diversità di vite, che vanno da microscopiche catene alimentare a piante acquatica da alghe e pesci, fino alle popolazioni umane. La crescita di quest’ultime e l’aumento dei mutamenti indotti dall’uomo hanno spesso un impatto negativo sul mare causando una serie di problemi come l’inquinamento, l’erosione costiera, il declino della diversità delle specie e la messa in crisi di ecosistemi da parte di specie invasive, a partire dalle alghe tossiche. Per loro natura questi diversi fattori problematici che colpiscono il Mediterraneo, sono spesso, è vero, temporaneamente regionali ma non sarà sempre così: nel futuro sono infatti destinate a dilagare e quindi a non investire più solo zone territorialmente limitate. Per analizzare questi problemi e trovarne soluzione, bisogna dunque andare al di là di tradizionali incomunicabilità, contrasti e/o conflitti presenti in quest’area: solo un approccio multinazionale può contribuire a dare un futuro ad un ecosistema molto fragile.

Due gli obiettivi del progetto. Il primo. Far crescere la pubblica attenzione sui pericoli ambientali che corrono coste ed ecosistemi marini, attraverso la più ampia divulgazione delle minacce in atto sottolineando la necessità di cooperare a livello sovranazionale. Il secondo, infatti, è quello di realizzare una concreta cooperazione sovranazionale fra i diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo attraverso un corso teorico e pratico per studenti universitari provenienti da diversi Paesi, che li metterà di fronte ai problemi che riguardano l’ecosistema Mediterraneo, fornirà a loro strumenti scientifici di base necessari per quantificare e identificare i problemi, indicherà la strada per risolverli.
Il corso speciale coinvolgerà insieme studenti universitari laureati o impegnati in un dottorato o in un master provenienti da diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Israele, Palestina, UK, Italia, Egitto, Libano, Grecia, Spagna, Turchia, Malta, Tunisia) per realizzare un'unica ed omogenea esperienza di apprendimento sullo stato di salute del Mediterraneo. Lavoreranno e studieranno per un periodo indicativamente di due settimane, e, al termine del corso, teorico e pratico, elaboreranno un unico rapporto che sarà divulgato nel mondo scientifico, istituzionale e dei media dei singoli Paesi.

Il corso avrà due fasi: una teorica ed una pratica.
La prima, dedicata all’apprendimento di una base teorica comune da parte dei partecipanti, si svolgerà nelle strutture messe a disposizione nella provincia di La Spezia: dalla città medesima, Lerici ed Ameglia.
La seconda. A bordo della barca a vela Adriatica di Turisti per Caso e della nave oceanografica israeliana Mediterranean Explorer, gli studenti acquisiranno esperienze pratiche sui tanti temi studiati durante la prima fase del corso. Navigheranno nel Mar Ligure nell’area del Santuario dei Cetacei e lavoreranno su di un progetto pratico di ricerca oceanografica che fornirà dati importanti sullo stato di salute dell’ecosistema di quella fetta di Mediterraneo. Per mare studieranno sul campo scienze marine, oceanografia; approfondiranno la conoscenza delle specifiche caratteristiche dei diversi habitat mediterranei (bentik, costiero, pelagico). Affronteranno problematiche come la gestione delle coste, la conservazione e la riabilitazione degli ecosistemi, per sviluppare ricerca sul campo, necessaria al fine di arrivare a soluzioni concrete. I dati e le nozioni raccolte saranno poi elaborati dagli esperti delle istituzioni coinvolte. Le uscite in mare saranno anche occasione di una ricerca sui cetacei attraverso la schedatura degli avvistamenti, grazie agli esperti ed a sofisticate strumentazioni subacquee del Centro di Supporto e Sperimentazione della Marina e del Centro Interdipartimentale di Bioacustica e Ricerche Ambientali (CIBRA) dell’Università di Pavia. Durante la permanenza sulle imbarcazioni, lavoreranno insieme, si mescoleranno costruendo un clima di condivisione e comunanza d’intenti. Opereranno sulle imbarcazioni sotto la supervisione dei capi missione, acquisendo anche i rudimenti della vita di bordo e di navigazione.
Per il periodo dei corsi gli studenti saranno ospitati nella ex Rocca di Ameglia, ora Ostello. Da qui ogni giorno un pulmino li porterà alla sede dell’Enea di Santa Teresa per le lezioni.
Il corso, in entrambe le fasi, sarà tenuto da esperti di Ecoocean ed Ocean Team, da ricercatori locali provenienti da Enea, Cnr, dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) e dal Nocs (National Oceanography Centre Southampton, UK), centro europeo leader di ricerca sugli ambienti marini, che si è anche già ripromesso di coinvolgere media internazionale, come BBC e National Geografic.
Nella prima fase, quella teorica a terra, del corso, cinque saranno i temi generali affrontati e approfonditi attraverso cinque seminari della durata di un giorno ciascuno.
Il lavoro sul campo (per mare) sarà in sintonia con gli stessi temi generali e avrà il compito di raccogliere dati rilevanti sulle problematiche dell’area Santuario: a tal fine verranno anche coinvolti esperti delle istituzioni spezzine e dei Parchi Nazionali interessati.
Ed ecco i titoli dei corsi a terra.
1. Il mare Mediterraneo: la fisica, la geografia, le circolazioni delle correnti, le precipitazioni, l’effetto delle dinamiche sui sistemi chimici e biologici, cambiamenti climatici e loro impatto sugli oceani e sulle coste; vulnerabilità e stabilità del sistema mediterraneo ai cambiamenti climatici
2. Elementi di bio-geo-chimica marina ed oceanografia chimica del mediterraneo. Sorgenti/sprofondamenti nei cicli naturali (Carbonio, azoto, fosforo, silicio, ossigeno). Contaminazione da antropogeniche, flussi di metalli e composti organici. Acidificazione degli oceani e influenza sugli ecosistemi mediterranei.
3. Biologia marina ed ecologia. Catene alimentari marine: biodiversità dei sistemi costieri e pelagici, influenza dei cambiamenti globali e regionali sulla biodiversità; invasione/scambi/interazioni fra le specie e bio-indicatori per i cambiamenti globali (es. alghe, fioriture di quelle tossiche).
4. Sfruttamento dell’uomo dell’ambiente marino: pesca, acqua-cultura, influenza dei cambiamenti globali sulle risorse marine e la loro utilizzazione.
5. Gestione e conservazione dell’ambiente marino: conflitti fra gestione e conservazione; gestione integrata e sostenibile dei litorali; aspetti etici e legali; cooperazione internazionale, divulgazione e insegnamento.

Periodo di svolgimento del progetto: dal 5 al 19 giugno.
Localizzazione dei corsi: a Lerici (La Spezia) presso il Centro ENEA di Santa Teresa-Lerici.
Gli enti di ricerca (nazionali e internazionali) presenti sul territorio spezzino hanno già aderito con grande disponibilità.

L’intera “avventura” troverà conclusione con una serata – evento scientifico/divulgativa condotta da Patrizio Roversi e Mario Tozzi, con la partecipazione di Giovanni Soldini, il 18 giugno lungo la passeggiata Morin di La Spezia, che coinvolgerà tutti i protagonisti di questa bella e importante storia vissuta nel Mare Nostro.

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